giovedì 8 gennaio 2015

Lunedoom, Martedoom, Mercoledoom, Giovedoom, Sabadoom, Doomenica

Reazione di pancia ad un giorno di merda, in un momento storico abbastanza nero. 
Nero doom, per la precisione.


 ____________________


7 gennaio 2015: sfogo!

"Quando sento che n'amico mio sta a perde il lavoro perchè il padrone non sa se grattase r'culo co' la mano sinistra o co' la mano destra, che l'iva sul pellet sale dal 10 al 22 e tante altre nefandezze, non posso fa a meno de sentì dentro de me quella sana voja de bolscevismo e quell'esigenza de cura Robespierre. 

Insomma, prepotente insorge il desiderio che quella speranza d'equità che tutti c'abbiamo, s'abbatta su sto monno come 'na mietitrice nera, cieca e piena de giusto furore!"


____________________


Però appunto, reazione di pancia...

...poi torno spontaneamente nel mio giardino zen, dove negli anni ho costruito un pò di pace.
Rifletto con calma e noto che  qualcuno sorride, qualcun altro mi sorride e c'è addirittura chi mi fa sorridere.

Sospiro, inspiro e proseguo.

mercoledì 31 dicembre 2014

Fratelli nella notte (di Capodanno)

Questo è per chi si è alzato questa mattina, ha bevuto il suo caffè e guardandosi intorno non si è riconosciuto nel mood generale del 31.12.XXXX.

Dopo aver preso il caffè, hai controllato l'uniforme: camicia, pantaloni, gilet, cravatta, scarpe, cavatappi. La maschera no, quella più tardi, ancora è troppo presto.

Uscendo hai acceso la sigaretta, che è durata giusto il tempo di arrivare al luogo di svolgimento della missione. 
Il sopralluogo è importante, sei lì per sincerarti che tutto vada liscio. Divisione dei ranghi, bicchieri, posate, tovaglie e tovaglioli. 
La strategia è fondamentale e rispettare lo schema è vitale visto che in questa missione, non vuoi scherzi. Dovrà filare tutto liscio: Arrivi, fai il tuo lavoro, saluti, incassi ed esci. 
L'ultima missione dell'anno è la più delicata, puoi anche prestare servizio presso una bettola di quart'ordine, ma chi si siede pretenderà un servizio migliore del solito. 

Perchè paga? no, perchè paga ed è un fottuto capodanno quindi dovrà essere "indimenticabile" e quindi più cibo, più alcol. 
Di più, per forza. 

Quindi il mio pensiero di oggi è per voi fratelli nella notte (di capodanno). 
Voi che come me, non farete festa, voi che non riuscirete nemmeno a fare gli auguri alla vostra ragazza, ai vostri amici, alla vostra famiglia. 
Voi che domani non vi sveglierete in hangover e non avrete storie divertenti su come vi siate ubriacati, divertiti e finiti a letto con X.

« Cala la notte, e la missione ha inizio. Non si concluderà fino all'ultimo piatto portato via. Io non avrò divertimento, non sarò compagno dei miei amici. Non porterò abiti sgargianti e non farò festa. Io sarò al mio posto, e al mio posto servirò. Io sono il pinguino nelle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sulla tua portata. Io sono il monaco zen che adempie le tu richieste.
Io consacro la mia serata e la mia dignità ai Fratelli nella notte (di capodanno).
Per questa notte e per tutte le notti che saranno necessarie. »


sabato 27 dicembre 2014

Nero, spesso & denso.




"Ogni anno il 25 Dicembre nasce Cristo, ma è tutto inutile se nel frattempo muore Artax!"

Rifletto da un paio di giorni su questa frase, uscita prepotente dal mio cervello guardando il film "La storia infinita", anello di congiunzione tra infanzia ed adolescenza. 

Ho 38 anni, ad oggi credo di aver visto morire Artax almeno dieci volte. 

Non sono mai stato capace di farmene una ragione. 
Ogni volta mi chiedo: "perchè?" 
Perchè Artax? Perchè in quel modo? Perchè così inaspettatamente ed in modo così spietato - irrecuperabile - insensato.
____________

Chiudo gli occhi, li riapro e vedo davanti a me Atreyu tirare le briglie disperato urlandomi di lottare, siamo dentro ad una melma nera, spessa e densa. 
La melma non fa nulla per trattenermi, è inanimata eppure è più forte di me. 

Chiudo gli occhi, li riapro e vedo davanti a me Artax. Tiro le briglie più che posso, imploro Artax di lottare, lui non riesce ad uscire, non ce la fa. 
La melma non fa nulla per trattenerlo, non ha volontà  eppure è più forte di lui.

Chiudo gli occhi, li riapro. E' tutto nero. Non sento nulla, non vedo nulla. Sono un ammasso nero, spesso e denso. 
Sento solo un grosso corpo che mi penetra, non faccio niente per attrarlo, percepisco la sua lotta. 
Non ho volontà, ma sono più forte.

Sono io, ed io sono Artax, Atreyu e la Melma.

Decido che sono stanco di vedere Artax morire ogni Natale.

Chiudo gli occhi, li riapro e sono nella Palude della Tristezza. Mi avvicino ad Atreyu, lo sposto gentilmente, afferro quel poco di briglie rimaste fuori dalla melma e tiro. Non basta, entro fino alla vita nella melma e sento il muso di Artax, le narici sono piene di quella melma nera, non respira più. Atreyu urla disperato, la melma sotto i nostri piedi è placida e passiva, non riesco ad accettare che quella passività sia più forte della mia volontà, della nostra volontà: la mia, di Atreyu e di Artax. 

Guardo Atreyu, ha gli occhi pieni di lacrime e non vedo più Artax. Chiudo gli occhi, sono rabbia e furore. Sono il frutto della non accettazione di quella forza passiva, prepotente ed insensata. 

Afferro le briglie più saldamente, urlo parole che non ricordo, tiro con tutta la mia volontà, tiro e tiro e tiro...vedo bolle d'aria uscire da sotto il nero. 
Urlo più forte, tiro più forte...escono il muso, le orecchie, il collo e le zampe che finalmente trovano attrito. 

Tiro un'ultima volta, cado a terra e mi rialzo. Atreyu guarda incredulo, Artax appoggia il suo muso sulla mia spalla. 

Atreyu sale su Artax, mi guardano e vedono mentre che la melma sta comincia ad assorbire me. 
Non faccio nulla per evitarlo. 
Atreyu mi chiede "perchè?" con lo sguardo. 
Abbozzo un sorriso ed alzo il sopracciglio. Lui capisce, parte al galoppo felice con Artax. 


______________

Scendo sempre di più sono dentro quel nero, spesso & denso, quella melma passiva che mi risucchia. 
Non ho paura, sono rabbia e sono furore.















venerdì 20 dicembre 2013

DOWNGRADE - Cronache dal futuro

Speculazione, malaffare, vigliaccheria, personalismi, occhi chiusi, pressappochismo e l’illusione di un benessere inesauribile, hanno creato quella che è stata una bolla di agonia durata quasi 20 anni.

Il nostro paese, che veniva da anni di apparenti vacche grasse, è diventato un cadavere che riesce a stare in piedi soltanto grazie alle ostinate speranze della popolazione. Speranze vane e che forse, sarebbe stato meglio non fossero mai affiorate.
Speranze, che avrebbero soltanto allungato il decorso della malattia.
La speranza stessa, era ormai diventata LA MALATTIA.

Alle porte del 2014, tra ottobre e dicembre 2013 arrivò il tracollo. In quei 3 mesi, si susseguirono eventi a catena che portarono al collasso l’intero paese.

Mentre coltivavamo le nostre velleità, eravamo tutti impegnati ad arrangiarci tra i più disparati lavori, camerieri, braccianti, operai la precarietà era l’unica certezza. Eravamo diventati, senza saperlo, quello che non riuscivamo a percepire così nettamente, quando lo sentivamo dire in TV.
I NUOVI POVERI.
Potevamo contare sui nostri smartphone, sui nostri PC, sulla rete e sulle nostre auto. Proprio la disponibilità di questi mezzi, ci aveva illusi di vivere nella normalità.
Eravamo in bilico in un delicatissimo ingranaggio di carta velina. In realtà senza saperlo, eravamo in piena economia di sussistenza della quale i più, avevano al massimo letto qualcosa nei libri di scuola.
In sostanza, se i nostri genitori non avessero posseduto una casa,saremmo finiti per strada già da tempo.

Il mondo non consentiva più, alla maggioranza delle nuove generazioni, di poter contare sulle proprie forze.
Il sistema in piedi cercava di rifarsi il trucco ogni giorno, con dichiarazioni che parlavano di ripresa, economia in rilancio, riduzione della pressione fiscale e tanti altri slanci di ottimismo. In realtà, stavano arrivando dei segnali inequivocabili di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco.

Durante il mese di ottobre, arrivò il primo di questi segnali. Il gas, che arrivava dalla Russia, cominciò a singhiozzare.
Avevamo scoperto che il nostro paese non riusciva a coprire le spese per le forniture di gas, nonostante le nostre bollette fossero astronomiche. Qualcosa non era andato per il verso giusto a livello “alte sfere”.


Il secondo segno, questo ci toccò più nel vivo della nostra supeficialità, fu la “riorganizzazione della rete”.
Internet poteva funzionare soltanto dalle 8.00 alle 18.00, quanto bastava per far funzionare gli uffici, ormai dipendenti dalla connessione.

Novembre era cominciato, appena passata l’estate di San Martino era arrivata la neve. Sempre più spesso si vedevano in giro uomini con la scure che si incamminavano verso la macchia più vicina. Stavamo toccando con mano la vita dei nostri nonni, ma ai più questo non era ancora abbastanza chiaro.

Dopo un po', non ci stupirono più i romeni che rubavano il rame. Iniziammo a prendere atto che c'era chi rubava il pellet, la legna per il fuoco, giacche pesanti e gasolio.
Non si poteva più dire con certezza chi fosse il proprio vicino, e che cosa cosa sarebbe stato disposto a fare per mantenere il proprio tenore di vita più alto possibile.

I carburanti, costavano in media 2.50 eu/L.
Gli pneumatici dei SUV erano quasi del tutto lisci.
Le automobili da lì a poco, sarebbero diventate mosche bianche.
I mezzi pubblici, estinti.
La merce sugli scaffali arrivava con sempre meno regolarità. 
Il medioevo, da un momento all'altro, stava arrivando.
Le distanze si erano allungate, le giornate si erano accorciate e
chi aveva un’arma in casa la custodiva gelosamente immaginando che a breve si sarebbe potuta rivelare, come l’unica fonte di cibo e di sicurezza.
La sicurezza, non ci sembrava più una paranoia da strumentalizzare. La paura cominciava a dividerci.

Nel mese di dicembre, le informazioni fornite dai telegiornali e dai quotidiani rimasti, parlavano di fatti senza precedenti. Era successo ciò che tutti da un pò di tempo avevamo pensato almeno una volta.
Mentre in senato si stava votando per la decadenza di un senatore, l’enorme folla che da giorni presidiava la piazza, aveva tentato di oltrepassare la linea di sicurezza dell’esercito per occupare le camere ed il senato. I militari, all’ennesimo tentativo di sfondamento da parte dei manifestanti, avevano aperto il fuoco uccidendo decine di persone ed ottenendo con questo atto, una vera e propria esplosione di rancore, violenza e rabbia.
La folla aveva invaso i luoghi del potere centrale dandoli alle fiamme, nel frattempo l’intero esecutivo era stato messo in salvo e condotto dai militari in località ignota.
La rappresentanza del popolo non c’era più.

Nei giorni successivi una folla enorme si era radunata sotto San Pietro durante l’angelus. Il Papa si affaccia alla finestra ed esorta alla calma. La massa di gente travolge i fedeli ed irrompe nella Basilica. Il Papa, coraggiosamente raggiunge la navata centrale della chiesa per cercare di calmare gli animi, ma viene travolto e schiacciato dalla massa furente.
Ci vollero giorni per spegnere le fiamme che divamparono dalla Basilica più importante del mondo.
A Roma, non esisteva più la rappresentanza del potere ecclesiastico.

All’inizio di febbraio 2014, le forze dell’ordine avevano il pieno controllo delle città ed avevano imposto la legge marziale. Prima dell’alba e dopo il tramonto era proibito uscire di casa.

NON TUTTI RISPETTAVANO IL COPRIFUOCO.




Ellissi:
settembre 2016

L’unico punto che ci unisce con quello che ormai è stato il passato è la rete.
Chi ha l’energia per far funzionare le macchine, può connettersi, organizzarsi e comunicare.


Le città ed i centri in possesso di cinta muraria, possono contare su una difesa in più. I processi che avevano portato la nostra civiltà ad uno stile di vita rassicurante e pieno di comfort, sono ormai un ricordo.
Ora, chi può coltiva. Chi può, raccoglie. Chi non poteva fare nessuna delle due cose, si arrangiava.
Le armi erano in mano di chi le aveva sempre avute, qualcuno si opponeva a quello che ormai era diventato un nuovo regime feudale.

Come se non bastasse, l'inverno era cominciato prima e noi lo fronteggiavamo stretti nei nostri vecchi north face e con le stesse timberland e doc martens di qualche tempo fa ai piedi.
Il mercato nero era rischioso quanto fiorente.
In faccia, portavamo ancora gli stessi ray ban di qualche anno fa. La stessa fotografia di qualche tempo prima.
Le facce erano meno allegre e le capigliature meno curate.
Il medioevo era tornato realtà, e mentre qualcuno ne  approfittava per il proprio tornaconto, altri si opponevamo strenuamente.

Una nuova lotta era cominciata.

lunedì 2 settembre 2013

Pinguini nomadi in missione.




Quando indosso costume e maschera da pinguino divento cordiale, infaticabile, attento e senza paura.
Mi avvicino alle missioni da pinguino con un senso di ineluttabilità, con la tempra di chi vorrebbe opporsi all'infausto dovere ma in quanto tale, sento di dovermi piegare ad esso. Il pinguino è dentro di me. Non posso mandarlo via, è quello che in certi periodi mi ha fatto sopravvivere, sentodi dovergli qualcosa.
Almeno per gratitudine, devo tenerlo con me.

Il momento più importante, per un pinguino che si rispetti, è sicuramente rappresentato dalla preparazione alla missione.

Fase A: Controllare che il costume sia in ordine.
Pulito, con i bottoni che non devono assolutamente pendere malamente dalle asole. I polsini e il collo vanno controllati attentamente, vi si annida lo sporco più truce, quello che schifa di più. Quello che non puoi assolutamente permetterti mai.  Il gilè, i pantaloni e le scarpe devono assolutamente essere neri come la pece, a meno che tu non voglia sembrare una specie di "parvenus" tra pinguini di alto rango. A quel punto, la missione potrebbe trasformarsi in un incubo.
Le scarpe, sono la parte più importante del costume.
Saranno le tue compagne di lotta e di battaglia, ci scaricherai tutto il tuo peso per tutto il tempo, ad ogni passo. Decideranno se il tuo tendine di achille soffrirà oppure no. Stabiliranno se il giorno dopo,  la tua schiena funzionerà o meno. Saranno, lo dico con decisione, l'elemento che farà la differenza.

Fase B: Avvicinamento al luogo di svolgimento della missione.
Parti con un anticipo che abbatta ogni rischio di ritardo.
Sembra che gli Antichi Pinguini affermassero che, "potersi permettere un ritardo sull'orario di missione, è direttamente proporzionale alla frequenza delle missioni che hai effettuato in quello stesso luogo."
Considerando la mia, una costante vita da pinguino nomade, non ho mai avuto la certezza di quanto assunto sopra. Posso però affermare con certezza ciò che segue: la tua missione avrà uno svolgimento più sereno se rispetterai sempre gli orari. La tua stessa vita avrà più valore per il Pinguino Capo se rispetterai gli orari.

Fase C: Preparazione della missione in loco.
Arrivato sul posto, chiedi o cerca di capire chi è il Pinguino Capo.
Non chiedere mai. Non lamentarti mai. Fai del silenzio il compagno più fidato. Muoviti sempre. Mai fermo. Non dire MAI a nessuno cosa fare. Inizia con "per favore" e concludi con "grazie".
I pinguini con cui collaborerai si divideranno in due gruppi, "pinguini da soma" e "pinguini cesellatori".In mezzo troverai i "pinguini scaltri", che rappresentano una categoria molto volatile nella quale transitiamo tutti in una direzione o nell'altra, nella stessa o in diverse missioni. E' importante avvicinarsi ai "cesellatori" senza disprezzare i "pinguini da soma". Cercando di individuare tra i "cesellatori" quello più veloce, segui sempre le sue traiettorie e se puoi percorrile tu stesso.
Prepara attentamente e strategicamente il luogo della missione, individua i percorsi più brevi. Riduci al minimo i "viaggi", non tornare mai a mani vuote da dove sei partito. Non partire mai a mani vuote, a fine missione saprai perchè.

Fase D: Briefing & Razione.
Ascolta attentamente il Pinguino Capo, osserva attentamente la posizione del rango (*) che ti è stato assegnato, cerca di capire quanta benzina ha nelle gambe il  partner che avrai a fianco e soprattutto, quanto è incline ad imboscarsi. Questo punto è un cardine di ogni missione.
L'imboscarsi equivale all'intervallo in un match tirato, nelle missioni non è ufficialmente previsto ma tollerato. Se gli "intervalli" saranno allo stesso tempo alternati e condivisi con il tuo partner la missione non sarà un massacro, altrimenti porterai a casa la pelle, ma sarà piena di vesciche. A tale proposito, saranno cruciali:  luogo, momento e percorso di imboscamento.
Mangia la tua razione, ma se non sei abitualmente chiamato in missione in quel luogo, non alzarti per ultimo. Appena finito, orta le tue stoviglie nel luogo preposto poi fuma, prendi il caffè e chiedi ordini. Se un pinguino anziano è già in moto, dimentica sigaretta e caffè. Muoviti anche tu. Ricorda: mai fermo.

Fase E: Indossare Costume & Maschera.
Ad un certo punto ti verrà ordinato di indossare maschera e costume. Come sempre, dovrai farlo in sordidi spogliatoi insieme ai tuoi colleghi. Indosserai i pantaloni, neri. La camicia, bianca. Il gilè, nero. Le scarpe, nere. Se richiesto, il papillon. Nero anche questo.
 La maschera da pinguino, se indossata correttamente, si adatterà sempre alla perfezione. Consente di apparire cordiale anche se non lo si è, gentili anche se non lo si vuole, ed è una totale schermatura per il disprezzo che si emana in alcune situazioni nei confronti dell'obiettivo della missione.
Permette a chi la indossa di lasciare emergere dal proprio stomaco, improponibili anatemi, bestemmie barocche, durissime maledizioni in sumero nonchè, pensieri di morte violenta (la vostra, of course) traducendole al momento di farle  uscire dalle labbra  con espressioni adeguate alle convenzioni, come ad esempio:

"prego, si accomodi", "posso aiutarla?", "in fondo a destra, prego!"

Tutto questo con  la luminosa e raggiante espressione di Roberto Benigni che legge la Divina Commedia davanti a S. Maria Novella in Firenze.
L' incredibile potere, di antichissima scuola e conosciuto veramente alla pefezione soltanto da chi ha incontrato gli "Antichi Pinguini",  viene chiamato:

"traduzione istantanea dell'insulto impronunciabile, in parole gentili e di vera ma finta cortesia"

Con questo stato mentale simile al distacco tra anima e corpo, si entra nell'ultima parte della missione.

Fase F: Svolgimento della missione o "servizio".
Non mi dilungherò  nella descrizione  di questa fase. Se saranno prese alla lettera tutte le indicazioni descritte nelle fasi precedenti, sarà la fase più tranquilla. Se avrai preparato la missione  in modo impeccabile, non soffrirai.

In quanto:
"Gli strateghi vittoriosi hanno già trionfato, prima ancora di dare battaglia; i perdenti hanno già dato battaglia, prima ancora di cercare la vittoria." Sun Tzu - L'arte della Guerra.

___________________________________________________

Appendice; alcune considerazioni sulla natura umana

Seguire i dettami delle fasi sopra descritte e indossare  maschera & costume serviranno a salvarti da ciò che vedrai di fronte a te.
Orde barbariche di affamati individui  afflitti da un morbo incurabile, nominato "cafonaggine" mostreranno i segni (chiarissimi) del suddetto morbo.

Ne elencherò solo alcuni:
- portare da casa propria panini con la porchetta da aggiungere al buffet;
- portare da casa propria prosecco a buon mercato da aggiungere al buffet;
- implementare la suddetta carne suina con una croccantissima frittura di pesce;
- riempire lo stesso piatto con mozzarella, crosta suina e frittura di pesce;
- indossare vestito nero attillato con scollatura dietro la schiena al battesimo di tuo figlio;
- indossare vestito nero attilato che mostra le tue enormi tette, che cadono sul buffet al battesimo di tuo nipote;
- riempire di gel i quattro capelli che hai tra fronte e nuca;
- farti le sopracciglia come CR7 per l'occasione;
- tagliarti la barba in stile finto trasandato per l'occasione;
- indossare mocassini bianchi con calzini che arrivano al malleolo;
- giustificare l'enorme quantità di cibo sul  piatto con frasi come:
 "è per la nonna, è molto stanca...mi cerca l'orecchio dentro il ripieno della porchetta?"
- sentirsi in colpa dell'enorme quantità di cibo caricata sul piatto mormorando frasi smozzicate come: "mmh...si...un pò di quelll....".. "guardi, prendo ancora un pò di...mmmh...ecco..."
- millantare conoscenze enogastronomicche approfondite, cercando di intavolare discorsi di qualità col pinguino di turno che, nella sua vita normale, fa la guardia carceraria oppure il saldatore nel cantiere a due chilometri da dove stai mangiando;
- dulcis in fundo: lodare in maniera marcata il servizio dei pinguini. Stiamo ridendo di te. Sappilo.

Come già detto all'inizio dell'appendice, la maschera, il costume e tutto il resto servono per reggere l'urto di tutto questo. Non siete belli quando siete da quella parte del tavolo anzi, rappresentate tutto ciò che nessuno vorrebbe mai essere. Il bello è che non lo sapete e penserete che questo post sia dedicato a chi vi sedeva vicino. Invece no, è proprio per voi.

Noi pinguini, vogliamo soltanto tornare a casa con una schifosa manciata di euro, toglierci di dosso la puzza e tornare alla nostra vita normale. Fino alla missione successiva.


PS:
Quando vai a mangiare fuori, comportati bene. C'è sempre un pinguino che ti guarda e ti giudica severamente.






(*) zona a te assegnata durante lo svolgimento della missione


giovedì 28 febbraio 2013

Punti di domanda!






SENZA MALIZIA, TANTO PER CAPIRE:

Caro sostenitore del Movimento 5 Stelle,


1.perchè i canali attraverso i quali ti informi tu sono buoni e quelli da cui mi informo io (ammesso sappia quali siano) sono dei "PADRONI"?

2.avete chiaramente vinto le elezioni: se si dovrà formare un governo, chi di voi andrà a parlare con Napolitano?

3.per quanto mi sia informato, forse male, non ho capito quale sia il ruolo di Casaleggio nel movimento. Potresti gentilmente spiegarmelo?

4.sempre su Casaleggio: come sono venuti in contatto lui e Grillo? Se lo sai, puoi dirmi anche il motivo per cui si sta spendendo così tanto per questa causa?

5.sinceramente, sei nel M5S più per slogan come "TUTTI A CASA" "BASTA SPRECHI" oppure perchè pensi sia una scelta che può cambiare il paese attraverso competenze date in mano alle persone e giuste?

6.come sono stati scelti i candidati per il Senato e la Camera?

7.chi è il vostro candidato premier?

Ti ringrazio anticipatamente per le risposte.

sabato 8 gennaio 2011

Quella "sporca" manciata di cose....


Non necessariamente in ordine di importanza....

TORTA DI RICOTTA & AMARETTI













GRAPPA

















PIAN GRANDE - Spring Edition













IL CASTORO - Se magna &  beve senza fregnacce!!!









LA NAZIONALE  - Anche se perde
(vabbè, quasi sempre! S.T.I.C.A.Z.Z.I.)












PLAYLIST - Con dentro almeno 3/4 pezzi dei Pearl Jam

















HOLD HOLBORN - Giallo




.....COULD BE CONTINUED.....

sabato 1 gennaio 2011

Il risveglio nell'anno nuovo


h 15.30, cielo nuvoloso e caldo tepore del mio letto...

h 15.37, By this River di Brian Eno nelle mie orecchie...

h 15.40, sento la porta di casa che si chiude, i miei escono insieme al cane...

h 15.45, mi concedo ancora cinque minuti nel letto pensando all'anno che verrà...

h 15.50, doppio caffè caldo, senza sigaretta....(la notte dell'ultimo dell'anno è obbligatorio fumarle tutte?)...

h 15.55, di nuovo Brian Eno, prima The Big Ship, poi Just Another Day - Time Lapse - Four Seasons....il tutto ascoltato  ciondolando per la stanza...

h 16.03, abbigliamento casalingo. felpa con cappuccio (colore rigorosamente grigio atletico), pantaloni rossi (very, ma very sportivi), scarpe da ginnastica ai piedi (very comode).....


h 16.10, rientrano i miei, il cane mi viene a dire buon anno sventolando chili e chili d'aria con la coda e accennando due passi di twist con le zampe (very cool)....i miei non ballano il twist, ma buon anno me lo augurano lo stesso....prendono atto delle condizioni della mia voce che è andata a farsi fottere e dentro di loro credo ridano di me. Fanno bene. Sanno di avere un figlio perfettamente in grado di lanciare brindisi come se fosse alla testa di un'orda barbarica.....e ieri, di brindisi, ne abbiamo lanciati almeno 12...

h 16.18, prendo atto della mia stanchezza e del non voler fare altro che ciondolare tra il pc e il divano....il primo dell'anno è così...praticamente  la parte più bella dei festeggiamenti...

...e come disse quello....

....BUON ANNO RAGAZZI E RAGAZZE.....BUON ANNO!


.


venerdì 17 settembre 2010

Demagogia&Populismo Vs Montagna RockFest 2010







Che il rock crei scandalo, non stupisce più nessuno. Che alcuni artisti riconducibili a questo genere musicale, abbiano condotto le loro vite al limite e che qualcuno di loro abbia oltrepassato il confine, è dato storico (e non è detto che debba per forza piacerci solo perchè abbiamo amato la loro arte), ma che un festival rock svoltosi in un piccolo centro dell'Umbria, attragga le attenzioni del capo dell'opposizione, nonché ex sindaco del luogo in cui si svolge, sembra veramente un' esagerazione.
Durante questo manifestazione, gli organizzatori hanno ben pensato di OFFRIRE GRATUITAMENTE e a proprie spese, birra e vino a chi era sotto il palco a godersi la musica. Questo, all'ex Sindaco di Norcia, è sembrato un vero e proprio atto di irresponsabilità sia da parte dell'amministrazione comunale, accusata di troppa permissività, che da parte degli organizzatori. Sul suo blog personale afferma: “Un manifestino che promette birra e vino gratis per tutti: ecco come il Comune di Norcia accoglie i giovani del rock”. Intanto mi sembra molto riduttivo parlare così di un evento che ha visto l'impegno di molti su più fronti, e sembra quasi che, secondo il nostro detrattore, la gente accorra ad eventi di questo tipo solo per il consumo di alcolici, e soprattutto come se il Vice Sindaco Adriano di Stefano (che ci ha aiutati a realizzare l'evento) si fosse raccomandato a dire: “hey, mi raccomando...che non ne rimanga uno sobrio”. Come se non bastasse, aggiunge con tono di stupore: “Non credevamo ai nostri occhi - spiega Alemanno - In un momento storico e sociale molto preoccupante per le giovani generazioni in cui il Governo nazionale e tutti gli Enti Locali stanziano centinaia di migliaia di Euro per campagne di informazione contro alcool e droga, sensibilizzando i nostri Giovani ad una vita sobria, sicura, soprattutto al volante, ma anche in tutti gli ambienti dove vivono, lavorano e studiano, alla Festa Rock del Comune vengono offerti gratis fiumi di alcool. Tutto ciò e’ gravissimo e qualcuno dovra’ risponderne. Chiediamo, pertanto, a Sindaco, ViceSindaco (in qualità di Assessore al Turismo) e Direttore Artistico del Comune di spiegarci al più presto la dinamica di questo terribile e dannoso invito. Come mai qualcuno ha voluto e soprattutto potuto appendere quel manifestino, ben scritto e in linguaggio ufficiale e così invitante? E, soprattutto, chi l’ha fatto? Chi lo ha autorizzato? Perché non vi sono stati controlli?”
Vi prego di porre l'attenzione sull'espressione “fiumi di alcool” (credo si scriva alcol? Ma io cito testualmente!) Questa inondazione si traduceva in pratica con 3 casse di birra in lattina, e 15L di vino rosso. Le birre in tutto saranno state una sessantina, e il vino a quanto pare è pure avanzato. Considerando dunque l'affluenza di pubblico dal pomeriggio fino a notte inoltrata e la cena per i musicisti che c'è stata in mezzo, (offerta dal Pub Porta Romana) questi cosiddetti “fiumi di alcool” sono stati appena sufficienti a “bagnarci il becco”. Inutile dire che a noi andava più che bene così, visto e considerato che non era certo nostra intenzione diventare degli zombie ubriachi, e per quanto riguarda i musicisti, alla faccia di tutti gli stereotipi rock, loro  sanno benissimo che da ubriachi si suona male. Sul fronte sicurezza, mi piace segnalare un fatto di grande civiltà, la possibilità che ci ha dato la nostra Amministrazione Comunale di far dormire i musicisti in loco, gratis. Pensate quanto saremmo stati irresponsabili se, potendo farlo, non avessimo dato questa opportunità  a chi s'era fino a poco prima impegnato sul nostro palco. Quasi tutti i gruppi venivano dalla zona di Perugia e da Foligno, dunque ci è sembrato doveroso non farli risalire in macchina. Ah, e non dimentichiamocelo...a Norcia la gente ci rimane volentieri, di giorno, di notte e di mattina. E poi, noi Nursini a “li forestieri” piacciamo. Per questo ci tornano, per questo i ragazzi sono rimasti...non per i “fiumi d'alcol”.
A questo punto appare chiaro quanto la reazione dell'ex Sindaco di Norcia sia stata , oltre che eccessiva e fuori luogo, guidata in nuce da demagogia e populismo, piuttosto che da un reale interesse dovuto ad una sana educazione civica.
Le parole adottate dal nostro “criticissimo” denotano disinformazione, malafede e strumentalizzazione dell'evento. Sostanzialmente, ritengo che tutto questo sfoggio di coscienza civile di serie Z, buoni sentimenti, preoccupazioni paternalistiche e belle parole da mamma chioccia, siano semplicemente un gratuito attacco nei confronti dell'attuale amministrazione locale, prendendo come pretesto l'affissione dell'ormai famigerato cartello. In democrazia, ben vengano le dure critiche, ma che siano fondate su qualcosa di più alto e che, per favore, siano portate in maniera più costruttiva.
Per quanto riguarda la “dinamica del terribile invito” è presto detto: Ci era parso gentile accogliere la gente con il massimo della cura e visto e considerato che non era stato possibile coinvolgere nessun regolare esercizio di vendita per bere e mangiare nel punto in cui si sarebbe suonato, abbiamo pensato, “...ma si, offriamola noi una birra al pubblico...”, tutto questo per conferire un' atmosfera di convivialità e partecipazione nel corso del festival.
Altra espressione discutibile è “...anche ieri, ed è ormai triste consuetudine, erano più le persone sul palco che gli spettatori!..” innanzitutto sgomberiamo il campo da equivoci: effettivamente è vero, non eravamo stretti come sardine, la gente magari non è partita da Milano, e magari nemmeno da Perugia per partecipare all'evento ma, affermare una cosa simile, appare quantomeno iperbolico. E poi? Cosa dovremmo fare? Smettere di organizzare eventi vista la mancanza del pienone? Oppure continuare e dare la possibilità ai cittadini di affezionarsi a certi eventi, ai più disparati generi musicali ed offrire ai musicisti stessi di esprimere la propria arte. Anche loro, i musicisti, sono cittadini.
In conclusione, spero innanzitutto che manifestazioni come questa si ripetano, che coinvolgano i più disparati generi musicali, le molteplici forme d'arte e soprattutto più gente possibile sopra, dietro e davanti il palco. 


Se qualcuno ha voglia di criticare, ben venga. Ma che lo faccia in maniera più costruttiva. 





domenica 12 settembre 2010

MONTAGNA ROCKFEST 2010 - NORCIA



L'idea è stata di uno, la partecipazione di molti e il divertimento di tutti.
Realizzato a budget quasi zero, il festival è stato messo in piedi dalla buona volontà di chi ha voluto dare il proprio contributo per la realizzazione di un evento pressochè unico per la Città di Norcia.
Luigi, ha inventato il logo e la grafica del flyer, grazie al contributo di Emanuele, abbiamo avuto il montaggio video che ha sottolineato la musica degli artisti sul palco, Matteo si è preso la briga di fare le riprese video, Claudia e Marta hanno distribuito birra&vino (offerti dall'organizzazione)e  tra un cambio di palco e l'altro Silvio e Marianna hanno recitato brani tratti da film, canzoni e libri.
I musicisti oltre ad aver trovato un bel palco e un ottimo service, hanno potuto pernottare e mangiare grazie alle strutture messe a disposizione dal Comune di Norcia e alle pizze offerte da uno dei pochi sponsor, pochi ma buoni.
Qui sotto  qualche foto...e ditemi voi se avete mai visto un concerto rock in un posto così bello!
In pratica, tutti contenti, contenti tutti......esperienza da ripetere!ci vediamo il prossimo anno!


LONG LIVE TO ROCK!

sabato 4 settembre 2010

OVERSHOOT DAY Conti in rosso per il pianeta Terra




Stando a quanto calcolato dal Global Footprint Network, organizzazione Californiana di ricerca ambientale, il 21 agosto 2010 l'umanità ha esaurito le risorse e i servizi ecologici che il pianeta può fornire nell'arco di dodici mesi.
Il G.F.N. calcola l'impronta ecologica ovvero, la necessità di campi, pascoli, foreste, aree di pesca, spazio per infrastrutture e capacità d'assorbimento della CO2. Questo dato, confrontato con quello che rappresenta la biocapacità globale, cioè la capacità degli ecosistemi di produrre risorse e assorbire rifiuti, palesa un problema di non poco conto: da circa 30 anni la domanda di servizi ecologici da parte dell'umanità eccede la capacità rigenerativa (quindi l'offerta) del sistema Terra. La differenza tra domanda e offerta si traduce con l'espressione sovraccarico ecologico che, sta aumentando progressivamente di anno in anno.
L' Earth Overshoot Day è un concetto sintetizzato dalla fondazione inglese New Economic Foundation e si ottiene dividendo la biocapacità mondiale per l'impronta ecologica mondiale. Nel 2010, il risultato conferma la tendenza negativa, quindi dal giorno 21 agosto, stiamo attingendo direttamente allo stock di risorse del pianeta accumulando rifiuti, in primo luogo CO2.
Riassumendo, l'umanità intera conduce un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità e per soddisfare la domanda energetica, consumiamo risorse pari a quelle di 1.3 pianeti.




http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/calculators/

domenica 28 giugno 2009

Le cronache del tufo

Un' evento apparentemente sgradevole può essere la prima tessera di un effetto domino positivo.
Dalla breve premessa, quasi un aforisma, a voi le cronache.
Dopo aver preso atto dell'impossibilità a partire, tornai nell'Avgvsta Pervusia da dove, a seguito di un'inattesa missiva, ricaricai il mio logoro bagaglio sul mio palafreno e mi diressi presso Anzio dove ad attendermi c'erano i miei fidi compagni di bisboccia e avventura, per un banchetto a base di pesce. Nel frattempo avevo già raccolto il fido Messer Longo alle porte della Città Eterna, già reduce da un'incontro di luminari e strateghi della notizia.
La serata fu veramente gradevole, non patetica come quelle narrate in altre cronache, dove i protagonisti sono soventemente immalinconiti dai ricordi di gioventù, che li riposseggono dal passato. Il mattino successivo io e il buon Messer Longo svegliati con comodo dopo un lauto riposo nella casa paterna della famiglia LoCastro, sfangata la mattinata a suon di elucubrazioni sullo stato della nazione, caffè e pane e prosciutto presi sottocasa, ci dirigemmo baldanzosi verso la via Tiburtina, che avrebbe ricondotto Messer Longo nella terra natìa. Tutto ciò incorniciato sempre da grasse risate e dall'attraversamento di Roma passando per i più pittoreschi quartieri, che a noi la circonvallazione ci sembrava breve, noiosa e soprattutto troppo banale. Dopotutto, Mosè non era uno scemo.
Conclusa la prima fase, puntai le mie intenzioni verso Nord nelle lande tufacee spazzate dal vento, arse dal sole e battute da pioggia e grandine, che porta il nome di Tuscia.
Il motivo che mi spinse più a nord era rappresentato dallla cerimonia di conseguimento del titolo di Dottoressa nelle materie che regolano i meccanismi delle nostre meravigliore foreste, da parte di Madamigella Claudia, che da qui in avanti, per comodità chiameremo Dott.ssa Claudiona Callipigea, che, ad onor del vero e per amor di cronaca, dobbiamo dire, riportò a casa un risultato ragguardevole e degno di lode, il tutto sotto gli occhi increduli di genti in delirio, vesti stracciate e lancio di rose sul proscenio. Veramente commovente e liberatorio.
Nella Stessa serata ci recammo in amichevole convivialità, presso il quartiere S. Pellegrino ove stavano avendo luogo, i rituali della rievocazione dell'assedio che avvenne nel buio 1243 alle porte di Viterbo. La serata venne spesa tra vino, belle donzelle, piatti gustosi e chiacchiere di livello medio/alto sull'attuale situazione del feudo e sui feudatari che dirigono, ora che si scrive, il feudo in cui viviamo.
L'indomani svegli e ancor satolli ci giunse all'orecchio la voce che correva da giorni nelle contrade e che era sulle orecchie di tutti. Ci recammo anche noi, quindi, presso i calanchi ove si poggia ancora oggi ch'io scrivo, la superba località di Civitella d'Agliano ove si festeggiavano le attese nozze tra Piero il Calabrese e una misteriosa quanto bella e sublime dama Spagnola. Il Calabrese verrà ricordato dalle cronache del tufo come cantastorie sublime nonchè famosa colonna portante dell'ateneo della Tuscia. I festeggiamenti vennero allietati da canti, balli, dame allegramente ubriache e uomini e donne di ogni età intenti a godersi le prelibatezze della terra importate direttamente dall'assolato meridione.
Il vostro, che vi scrive ora, soddisfatto e appagato dall'aver goduto di buona compagnia, buon cibo e bellezze mediterranee, ritorna all'Avgvsta Pervusia allietato dalla compagnia e dalle cronache teutoniche di Messer Jaccobus di ritorno dalle regioni nord orientali della Germania, ma questa....è un'altra storia.

sabato 14 marzo 2009

Wilderness



Si parte da un carcere minorile, per arrivare su un isola deserta, per scoprire che non è poi così deserta. La trama non è originalissima, ma nonostante questo, la pellicola riesce nel suo scopo principale, ovvero, intrattenere il pubblico con qualche colpo di scena e ammazzamenti che scendono nei particolari manco fossero biopsie.
LA MORALE:
Questo film ci insegna che se sei un bulletto, se inavvertitamente o meno induci al suicidio il ragazzo più fragile della tua camerata, se tormenti sempre gli altri perchè tanto c'è il tuo amico grosso-forte-stupido che ti para sempre il culo, fai pure, però poi non lamentarti se il padre del suddetto "ragazzo più fragile della camerata", è un ex-militare delle forze speciali di un non ben specificato reparto, che sbrocca, carica i suoi cani killer su un gommone e viene a cercarti per farti un culo così.
Buona visione a tutti.

lunedì 16 febbraio 2009

Dog Soldiers A.K.A. Werevolves Vs. Scottish Army



Regista: Neil Marshall

Ambientato nelle Higlands scozzesi il film miscela azione, suspence e i classici canoni di una delle figure più rappresentate nel cinema horror e d'azione.
Da una parte vediamo una malcapitata truppa di militari scozzesi che nel bel mezzo di una esercitazione si trova di fronte ad una situazione inaspettata. Dall'altra invece il caro vecchio branco di lupi mannari, che in questo caso (come se non bastasse) sono pure geneticamente modificati, naturalmente affamati e cordialmente incazzati. Le vicende che vedono coinvolti i nostri cari beniamini si svolgono in un bel bosco nero come la pece, proprio come la horrorifica ricetta vuole.
La pellicola in questione, non credo possa ambire all'oscar, ma non sottovalutatela poichè in alcuni punti vi sorprenderà con il suo lato tragicomico (la risata potrebbe uscire spontanea)in altri invece, rispettando tutte le regole dell'horror, crea la sua brava&porca suspence....concludendo, sfido chiunque a non sussultare quando, dopo un bell'ululato, si vede spuntare all'improvviso il profilo della bestiola mannara alla finestra della CLASSICA CASA DI PIETRA ISOLATA NEL BOSCO....o no???

mercoledì 28 gennaio 2009

30 giorni di buio A.K.A. Presto spazio libero sul mio Hard Disk.



Regia David Slade

Alaska, uno dei villaggi più a nord del mondo, dove ogni anno, per trenta giorni, il sole non si leva. Un gruppo di vampiri ne approfitterà per attaccare gli abitanti, decimandoli e costringendo i superstiti a una terribile lotta per la sopravvivenza, nel buio e nella neve.

Ovvero: Il tipico film da vedere se sei al sesto giorno di influenza e gli amici non vengono a trovarti.

lunedì 19 gennaio 2009

Romanzo Criminale, la serie.




E' finita la prima serie in un finale commovente e drammatico.
Questa serie è, secondo me, la più bella cosa fatta a cavallo tra cinema e TV da "quanno l'omo ha 'n'ventato er cavallo".
Per il sottoscritto trattasi di dipendenza. Peggio delle sigarette, ma meglio della cioccolata.
Pijamose la seconda serie, pijamosela tutta!!!

mercoledì 31 dicembre 2008

Buoni propositi




l'incombere umorale degli affetti del sangue
l'incombere umorale delle idee delle istanze
l'insolente promessa sciocca vacua solenne di bastare a sé
non tornerò mai dov'ero già
non tornerò mai a prima mai
l'incombere umorale delle idee delle istanze
l'incombere umorale degli affetti del sangue
potessi dirti quello che nemmeno posso scriverti esiterei
nel farlo
oggi è domenica domani si muore
oggi mi vesto di seta e candore
oggi è domenica domani si muore
oggi mi vesto di rosso e d'amore
..ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario mi trovo
imbarazzato sorpreso ferito per una irata sensazione di peggioramento
di cui non so parlare né so fare domande...
______________________________________________________________________________________

Il Capodanno è una festa del cazzo. Ed io, da bravo animale del cazzo festeggerò.

Buon anno ragazzi e ragazze, Buon Anno!

lunedì 3 novembre 2008

Nuovi Organi di Stato







....Annus Horribilis in decade malefica
Decade malefica in stolto secolo
Secolo osceno e pavido
Grondante sangue e vacuo di promesse.......

...e sono anni che lo dico.

giovedì 9 ottobre 2008

Il punto


a) Sabato inizia il campionato, quello vero. Amatori Perugia Vs Cus Perugia. Derby. Tanto per gradire.
b) Probabimente (99%) avrò un lavoro anche per i prossimi 12 mesi. Sopravvivenza assicurata.
c) A casa siamo in 4 ora, 2 maschi e 2 femmine. No problem. Abbiamo 2 bagni.
d) Arriva l'inverno, era ora.

...nel frattempo le banche sono in crisi, l'economia ristagna, gli extracomunitari sono sempre più brutti e cattivi e il lavoro non si trova. Per fortuna che abbiamo un governo pieno di figa che ci protegge e cura i nostri interessi!!!

lunedì 28 luglio 2008

ROLLING CAST VOL. I

Tutti i miei Compari di Vita in una sola pellicola....SOON on the WIDESCREEN

REGIA: DAVID LYNCH
______________________________________________

DOMIZIANA GIORDANO as Caterina



MINNIE DRIVER as Annalisa




REESE WITHERSPOON as MIlva




TANK GIRL as Katia aka M.




COURTNEY LOVE as Annarita





ROSARIO DAWSON as Rosaria




SALMA HAYEK as Michela




LAURA DERN as Serena






LUKE PERRY as Enrico





DAVID SCHWIMMER as Gianluca






EDWARD NORTON as Francesco




TOBEY MCGUIRE as Fabrizio




JENNIFER LOPEZ as Valentina aka BUBU




WINONA RIDER as Paola




JARED LETO as Marco aka Fratemo





FABRIZIO BENTIVOGLIO as Papà




MERYL STREEP as Mamma






Denton Van Zan as Matteo aka TommylaTrebbia